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Digital health nel segno dell’equità

16 Dic 2021 | Healthcare

Lo sviluppo recente della digital health ha indubbiamente facilitato l’accesso a vari servizi sanitari, avvicinando istituzioni e cittadini e mostrando scenari – ormai alla portata di tutti – che vanno dal teleconsulto alla telemedicina. Tutte queste soluzioni, tuttavia, devono essere introdotte con attenzione e con un occhio di riguardo all’equità, tenendo perciò conto di barriere quali la disparità economica, sociale e di genere, che potrebbero impedire un uso di soluzioni e servizi di salute digitale.
Fattori sociali, economici ed etnici, infatti, pongono persone con disabilità, anziani, persone vicine alla soglia di povertà o appartenenti a minoranze etniche in una posizione marginale da cui risulterebbe difficile accedere a servizi non distribuiti equamente e la salute digitale non è da meno.

Molti servizi, infatti, sono veicolati attraverso dispositivi werable o smartphone, e utilizzano un linguaggio e un design di genere. Le soluzioni rivolte agli uomini utilizzano design neutri e si concentrano su caratteristiche come la forza, mentre quelle rivolte alle donne adottano soluzioni stereotipate e si concentrano su femminilità e magrezza, includendo quasi esclusivamente immagini di donne giovani, bianche, magre e appartenenti alla classe media. A essere poco (o per nulla) rappresentati sono spesso gli individui non binari, anche a causa dell’incapacità della società di distinguere tra sesso biologico e identità di genere, ponendo così le persone il cui stile di vita è ritenuto non conforme in una posizione di svantaggio.

Come abbattere quindi le barriere e raggiungere una maggiore equità? Il primo passo potrebbe essere l’introduzione di donne e persone appartenenti alle minoranze sia negli studi relativi alla progettazione che nella realizzazione delle soluzioni di digital health attraverso strategie che integrino risorse finanziare, organizzative, umane e tecnologiche e leadership. È su questo che si basano l’azione dell’OMS e la “Global strategy on digital health 2020-2025”: lo scopo che si presuppone è quello di sostenere l’equità di accesso alle soluzioni di digital health affinché nessuno sia lasciato indietro, promuovendo perciò la protezione degli operatori sanitari e delle persone dalla disinformazione, dal razzismo, da violazioni dei diritti umani e da attività informatiche dannose. Anche l’Unione Europea si impegna verso una maggiore equità di genere, generazionale e territoriale, attraverso l’ambizioso programma Next Generation EU, investimenti mirati e riforme che guardano alla transizione digitale e a quella ecologica.
Affinché la salute digitale prosperi in maniera equa, sostenibile e universale, è necessario lavorare per implementare le competenze digitali e i sistemi informatici, tutelando la privacy, creando soluzioni inclusive, adatte a tutti gli utenti e flessibili, per adattarsi ai bisogni di ciascun individuo.

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