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Coronavirus, il supporto di Google e Facebook con le mappe di tracciamento

8 Apr 2020 | Informatica

Google scende in campo per sostenere gli sforzi dei Paesi colpiti da Coronavirus, mettendo a disposizione – in chiaro – i dati degli spostamenti dei cittadini.
In un post ufficiale, il colosso spiega che si tratta di dati aggregati e anonimi per mostrare quanto siano affollati determinati luoghi, sviluppati nel pieno rispetto della privacy.
In Italia, per esempio, al 29 marzo si registra una diminuzione dell’affluenza ad alimentari e farmacie pari a -85%, -94% nel caso di bar e ristoranti, -63% nei luoghi di lavoro e -90% nei parchi. La residenzialità è invece aumentata del 24%.
I report consentono di mostrare come sono cambiati gli spostamenti in diverse aree geografiche, in relazione a una serie di luoghi come negozi e attività ricreative, abitazioni, stazioni di trasporto pubblico e parchi. Le informazioni sono create partendo da una serie di dati aggregati e anonimizzati degli utenti che hanno precedentemente attivato la Cronologia delle posizioni. L’impostazione, che è disattivata per default, può essere disattivata in qualunque momento e i dati possono sempre essere cancellati dalla Cronologia.
La mappa completa italiana e degli altri paesi del mondo è disponibile all’indirizzo: https://www.google.com/covid19/mobility/.

A pochi giorni di distanza, anche il social creato da Mark Zuckerberg ha deciso di estendere il programma Data for Good, mettendo a disposizione dei ricercatori nuovi strumenti di prevenzione e studio dell’evoluzione del contagio da COVID-19.
Gli strumenti forniti da Facebook sono tre mappe che consentono di studiare i movimenti delle persone, vicine o lontane da casa, e l’indice di connessione sociale che consente di ipotizzare la probabilità che le persone in un’area vengano a contatto con le persone di un’altra area.
La gestione e lo studio di questi dati in Italia è affidata alla task force nominata dal Governo, nello specifico al sottogruppo Web data e impatto economico cui collaborano il professor Stefano Denicolai dell’Università di Pavia e il Laboratory of Data Science and Complexity dell’Università di Venezia guidato da Walter Quattrociocchi.
Per gli Stati Uniti, in collaborazione con il Centro di Ricerca Delphi della Carnegie Mellon University, è stato anche messo a punto un questionario ad hoc che gli utenti vedranno comparire in cima al feed di Facebook, in cui potranno inserire – in totale anonimato – il proprio stato di salute. Steve Satterfied, Director of privacy and public policy della piattaforma, ha precisato: “Pensiamo che Facebook e l’industria tecnologica possono fornire modi innovativi per aiutare esperti e autorità in questa crisi. Non pensiamo che questi sforzi debbano compromettere la privacy”.

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