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Apprendimento e intelligenza artificiale

17 Apr 2020 | Intelligenza Artificiale

Sono molte le scuole e le istituzioni formative che stanno sperimentando ambienti di intelligenza artificiale e modelli di apprendimento basati sul Recommender System. Si tratta di un modello che genera percorsi formativi personalizzati e facilita l’incontro di culture, caratteristiche e stili di apprendimento del singolo utente con l’intera offerta formativa del proprio ambiente, sia esso scolastico oppure aziendale.
La sperimentazione avviene con successo anche in Italia e sono tre gli esempi più virtuosi.
La prima organizzazione ad aver proposto un percorso di formazione sulle competenze digitali tramite APP è il Monte dei Paschi di Siena: l’erogazione delle competenze avviene sotto forma di un allenamento quotidiano adattivo, in cui ogni utente può scegliere il livello, i contenuti e il tempo da dedicare. L’IA assicura inoltre suggerimenti e personalizzazioni. “La sperimentazione di canali formativi alternativi che integrano quelli tradizionali – ha sottolineato Roberto Coita, Chief Human Capital di MPS – fa parte della strategia di MPS Academy di creare le condizioni affinché le persone possano tenersi aggiornate attraverso contenuti snelli, di qualità e soprattutto assecondando i propri ritmi e stili di apprendimento”.
Anche l’Aeronautica Militare sta sperimentando programmi di formazione continua sulla leadership tramite IA. Il progetto cui facciamo riferimento è noto come A.M.e.l.i.a. (acronimo di Aeronautica Militare enhanced-learning Intelligenza Artificiale: si tratta di un progetto basato su Recommender System che, attraverso l’uso di reti neurali artificiali e tecniche NPL, individua e seleziona i contenuti didattici da erogare sfruttando una profilazione dell’utente basata su caratteristiche di carriera, preferenze e obiettivi didattici da raggiungere. I contenuti sono erogati seguendo perciò percorsi di crescita personalizzati e coerenti con le necessità lavorative dell’utente e l’evoluzione dell’ambiente circostante.
A questi progetti, è doveroso affiancare la piattaforma Phyd: basata sull’intelligenza artificiale, consente il calcolo dell’indice di occupabilità degli utenti, suggerendo contenuti e corsi per il miglioramento delle rispettive skill in maniera mirata e soprattutto funzionale al mercato del lavoro in continua evoluzione. Secondo l’AD Phyl, Manlio Ciralli, “il paradigma che voleva l’uomo occupato a prescindere è ormai tramontato. La forte competitività obbliga persone e aziende a mantenersi occupabili nel tempo. Per essere competitivi occorre misurare il proprio livello di adeguatezza e poi migliorarlo costantemente attraverso un inderogabile processo di formazione continua. Il rischio altrimenti è l’impoverimento delle competenze e la polarizzazione sociale”.
La formazione converge sempre più in direzione del contextual learning e dell’apprendimento istantaneo on demand. Attraverso queste modalità, il tempo riservato sinora alla cosiddetta formazione tradizionale sarà ridotto, favorendo la formazione continua in real time. Questo non vuol dire che l’aula scomparirà: quella che abbiamo innanzi a noi è una sua evoluzione, basata sull’interazione con i nuovi sistemi di apprendimento digitale.

Se questa modalità consente a colossi come Amazon o Netflix di stimolare acquisti e nuovi consumi, perché non utilizzarle per accrescere e diffondere il capitale intellettuale di persone e organizzazioni?

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