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I risultati dell’AI Index Report 2022

Pochi giorni fa l’Università di Stanford ha reso noti i risultati dell’AI Index Report redatto dall’Institute for Human-Centered Artificial Intelligence (HAI). Lo scopo dello studio è la raccolta, l’analisi e la pubblicazione dei dati imparziali relativi all’evoluzione dell’intelligenza artificiale, rigorosamente controllati e di provenienza globale, così da sviluppare una comprensione approfondita e accessibile a tutti dell’insieme di soluzioni e tecnologie che chiamiamo IA. Nell’edizione 2022, inoltre, sono contenuti capitoli dedicati alle prestazioni tecniche, ai dati sulla legislazione in materia in 25 Stati, all’analisi approfondite delle metriche di etica e a un nuovo sondaggio sulla robotica.

Il rapporto integrale è disponibile sulla pagina dedicata, ma di seguito analizzeremo i punti principali emersi dalla ricerca e sottolineati dagli stessi autori.

Intelligenza artificiale e investimenti

Gli investimenti privati hanno raggiunto la cifra record di 93,5 miliardi di dollari, pari al doppio del totale degli investimenti nel 2020, mentre diminuisce il numero di nuove aziende che ricevono finanziamenti, passate dalle 1501 del 2019 alle 746 del 2021. Interessanti sono anche i dati sulla crescita del valore dei singoli investimenti: nel 2020 ci sono stati quattro round di finanziamento pari a 500 milioni di dollari, mentre nel 2021 il dato è salito a 15 round.

Stati Uniti e Cina, l’inaspettata alleanza sulla ricerca

Nonostante le ben note tensioni geopolitiche, le collaborazioni in pubblicazioni cross-country sull’intelligenza artificiale che vedono Stati Uniti e Cina lavorare fianco a fianco sono cresciute in maniera esponenziale, aumentando di cinque volte tra il 2010 e il 2021. Per comprendere meglio la portata del fenomeno, basti pensare che questa collaborazione ha prodotto 2,7 volte in più le pubblicazioni di quella tra Regno Unito e Cina.

Modelli linguistici e pregiudizi

LLM – cioè i grandi modelli linguistici – e algoritmi di deep learning sono addestrati su enormi quantità di dati e continuano a stabilire nuovi record nei benchmark tecnici, ma al tempo stesso riflettono i bias presenti nei dati con cui vengono addestrati. Un modello da 280 miliardi di parametri sviluppato nel 202, per esempio, mostra un aumento di tossicità del 29% rispetto a un modello da 117 milioni di parametri del 2018. I sistemi, insomma, divengono sempre più efficienti, ma all’aumento della capacità cresce anche la potenziale gravità dei pregiudizi.

Intelligenza artificiale ed etica

Dal 2014 oggi, la ricerca di trasparenza ed equità nell’intelligenza artificiale è cresciuta a dismisura e le pubblicazioni correlate alle conferenze sull’etica sono aumentate di 5 volte. I pregiudizi e l’equità algoritmica sono diventati un argomento di interesse ad ampio raggio e i ricercatori con affiliazioni all’industria hanno contribuito con il 71% in più di pubblicazioni alle conferenze di settore.

Accessibilità e performance dell’IA

I costi di addestramento del sistema di classificazione delle immagini sono diminuiti del 63,6%, mentre i tempi di addestramento sono migliorati del 94,4%. La tendenza di abbassamento dei costi riguarda cche categorie come l’elaborazione del linguaggio e il rilevamento di oggetti, favorendo così l’adozione commerciale delle tecnologie IA.

Anche la ricerca robotica è oggi più accessibile e conveniente: il prezzo medio dei bracci robotici è diminuito del 46,2% negli ultimi cinque anni, passando da 42.000 dollari nel 2017 a 22.600 dollari nel 2021.

IA e legislazione

Secondo l’analisi condotta in 25 Paesi, il numero di disegni di leggere diventati legge riguardanti l’intelligenza artificiale è cresciuto passando da 1 nel 2016 a 18 nel 2021. Ad approvare il maggior numero di disegni di leggere relativi all’IA nel 2021, adottandone tre ciascuno, sono stati Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

Per approfondire: https://aiindex.stanford.edu/report/

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