/*Google Analytics*/

La strategia italiana sull’intelligenza artificiale

intelligenza-artificiale

24 Lug 2020 | Intelligenza Artificiale

Lo scorso 2 luglio è stata pubblicata la Strategia italiana per l’intelligenza artificiale, redatta dai 30 esperti nominati a fine 2018 dal MISE. Il documento, pronto già a metà 2019, ha subito diversi aggiornamenti dovuti agli avvicendamenti del Governo e all’emergenza sanitaria. La strategia italiana si presenta comunque coerente con la strategia europea e propone lo sviluppo di tecnologie per l’IA al servizio dell’uomo, affidabili, innovative e in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il documento italiano coniuga perciò strategia e operatività poiché definisce tre pilastri su cui sviluppare le tecnologie IA creando una nuova «RenaAIssance».
Partendo dalle problematiche e dalle specificità del nostro Paese, il documento definisce sei verticali che caratterizzano il nostro tessuto industriale, economico e culturale, su cui focalizzare gli investimenti e i fattori abilitanti. La strategia propone inoltre ben 82 raccomandazioni e un abozza di budget da cui partire subito per l’esecuzione del piano.

I pilastri della Strategia

La Strategia italiana definisce innanzitutto cos’è l’AI, mettendo in luce i paradigmi della disciplina e promuovendo l’integrazione tra i vari metodi nell’ottica di superamento dei limiti presenti e di raggiungimento del benessere del pianeta e dell’umanità. I pilastri su cui poggia la strategia sono:

  • AI per l’essere umano, che punta a educare cittadini e consumatori consapevoli e competenti, in grado di partecipare attivamente alla nuova società digitale;
  • AI per un ecosistema digitale affidabile, produttivo e sostenibile con la partecipazione di imprese, PA, centri di ricerca, Università e cittadini, promuovendo lo sviluppo di tecnologie IA affidabili, l’economia dei dati e il trasferimento tecnologico;
  • AI per lo sviluppo sostenibile di obiettivi condivisi identificati negli obiettivi stessi dell’agenda 2030.

Le aree di investimento

L’IA richiede grandi investimenti per poter avere un impatto significativo nella ricerca e nell’economia e gli attori principali sono solitamente le grandi aziende del digitale che investono centinaia di miliardi rafforzando sempre più la loro posizione dominante nel mercato globale.
La strategia italiana ha identificato sei aree su cui concentrare gli investimenti nella ricerca, sviluppo e adozione delle tecnologie di AI:

  • IOT, manifattura e robotica;
  • Servizi (finanza, istruzione e sanità);
  • Trasporti, agroalimentare e energia;
  • Aerospazio e difesa;
  • Pubblica amministrazione;
  • Cultura digitale e humanities.

Fattori abilitanti, budget e prospettive

L’intelligenza artificiale, per poter esplicitare al massimo il proprio potenziale deve essere coniugata con altre tecnologie: Internet of Things, blockchain, reti distribuite, cloud, big data. Per realizzare le componenti di base della strategia, verrà creato un Istituto italiano per l’IA che  esplori le esigenze di base e raccolga – e  si faccia portavoce – le istituzioni esistenti, porponendosi come interlocutore unico a livello internazionale. Il budget prevede un investimento misto, pubblico e privato, che in 5 anni arriverebbe a 900 milioni di euro: si tratta di un punto di partenza di un investimento progressivo, volto a innestare un circolo virtuoso che permetterebbe alle aziende di ottenere i fondi messi a disposizione dalla Comunità Europea nei prossimi anni per lo sviluppo e l’adozione delle nuove tecnologie di AI. Il documento rappresenta perciò un punto di partenza di aggregazione della comunità: l’auspicio è infatti che la strategia trovi una veloce attuazione.

Potrebbe interessarti

Share This