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IBM 5150, la storia del prodotto che ha cambiato le nostre vite

31 Ago 2020 | News

Era il 12 agosto 1981 quando veniva presentato al mondo durante il COMDEX di Las Vegas l’IBM 5150, che approderà sul mercato il 1° settembre dello stesso anno.

Basato sulla CPU Intel 8088 a 4.77 MHz, la dotazione hardware prevedeva fino a 64Kb di RAM (espandibile fino a 256Kb), una tastiera con 83 tasti, un sistema di archiviazione su nastro oppure una/due unità floppy da 5” e ¼ e 360Kb di capacità. Non era previsto il supporto ai dischi rigidi, ma il calcolatore disponeva di cinque slot di espansione ed era accompagnato da un Monitor a fosfori verdi che supportava fino a quattro colori differenti dei grafici e 24 colori differenti per testo.
Il costo di vendita si assestava sui 1.565 dollari, ma dalla catena di produzione uscirono solo pochissimi esemplari con cassetta.

Il progetto nacque dalla fortuita intuizione di William C. Lowe, persuaso che IBM dovesse far parte del mercato dei personal computer facendo tesoro dell’esperienza dei microcomputer con la serie 5100. Dopo un’attenta analisi di mercato e studi approfonditi, il progetto fu presentato al presidente John R. Opel e al CMC (Comitato di approvazione strategica). Fu subito evidente l’impossibilità di realizzare un personali computer secondo i classici canoni organizzativi dell’azienda, ma Lowe propose tre alternative: acquistare una delle società produttrice di personal computer; chiedere a una di queste di progettare un nuovo calcolatore da vendere poi con il proprio marchio oppure creare un gruppo interno svincolato e libero di lavorare autonomamente al nuovo progetto. L’ipotesi ritenuta perseguibile è la seconda: Lowe venne così autorizzato a costituire un gruppo di tecnici – i cosiddetti Dirty Dozen – presso il laboratorio di Boca Raton.
Il gruppo riuscì a produrre un prototipo nell’agosto 1980, entusiasmando il CMC che predispose un Product Development Group indipendente detto “Chees”, il cui scopo era commercializzare il prodotto entro un anno. Il nome dato al futuro PC era Acorn e la governance fu affidata a Philip D. Estridge, che raddoppiò le dimensioni del Team originale, e “prese in prestito” alcuni elementi da un progetto parallelo che porterà al System/23 DataMaster. Indirettamente, sempre dal System/23, viene anche preso il core del BIOS. La scelta del processore, tra l’Intel 8086, il Motorola MC68000 e l’Interl 8088, fu ardua: alla fine, tenendo conto di costi e target di riferimento, fu preferito quest’ultimo.
Nel marzo 1981, Lowe lasciò Boca Raton per assumere il ruolo di Vicepresidente e direttore generale della Information Systems Division a Rochester (Minnesota), da Joe Bauman, responsabile della produzione di “Acorn”, lasciando il posto a Dan Wilkie.
Durante i primi mesi del 1981, Acorn divenne ufficialmente l’IBM Personal Computer e ottenne l’approvazione finale del CMC nel mese di luglio. Al tempo stesso, fu messa a punto l’ormai celeberrima pubblicità con Charle Chaplin.

Il calcolatore venne realizzato utilizzando una varietà di componenti commerciali OTS sviluppati da diversi produttori, in controtendenza rispetto allo sviluppo in house che aveva caratterizzato IBM sino a quel momento. Per ridurre costi e tempi, inoltre, venne riutilizzato un monitor già sviluppato precedentemente e vi è affiancata una stampante Epson già esistente.
Quella scelta da IBM per il 5150 è un’architettura aperta corredata da una ricca documentazione: lo scopo era spingere altri produttori a creare periferiche simili e software compatibili, evitando così di dover pagare royalties.
In breve, anzi brevissimo tempo, il mercato dei PC compatibili assumerà proporzioni incredibili, facendo così sperare BigBlue in guadagni e introiti consistenti grazie al copyright sul BIOS. Purtroppo, presto comparirono BIOS compatibili e senza vincoli sul diritto d’autore, al punto che nel giugno 1982 vedrà la luce il primo clone del PC IBM, prodotto dalla Columbia Data Products.

Il resto è storia, anche recente, del prodotto che ha rivoluzionato le nostre vite.

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