/*Google Analytics*/

Rivoluzione verde, tra Pre-Cop 26 e PNRR

30 Set 2021 | News

In questi giorni Milano ospita la Pre-Cop 26, l’ultima riunione ministeriale che precede la Cop 26 (dove Cop sta per Conference of parties e 26 è un numero progressivo) in programma in Scozia dal primo al 12 novembre.

La Pre-Cop è un evento preliminare all’interno del quale i ministri del clima e dell’energia e un gruppo selezionato di Paesi si riuniscono per discutere degli aspetti dei prossimi negoziati e dei temi che saranno poi affrontati all’interno della Cop 26. I giovani, dal canto loro, si presentano compatti nel chiedere a gran voce che entro il 2030 siano chiuse le industrie alimentate da fonti di energia fossile, l’inclusione dei giovani nelle decisioni sulla lotta alla crisi climatica, una ripresa sostenibile che punti su rinnovabili e risparmio energetico e un sistema educativo che renda consapevoli i giovani della crisi climatica.
L’appuntamento milanese diventa perciò una preziosa occasione, sia per la predisposizione delle bozze preliminari affinché l’approvazione di un documento finale unico e incisivo risulti semplificata, sia per ascoltare tutte le parti coinvolte. Alla Pre-Cop prendono parte infatti anche quattrocento giovani, provenienti da tutti i continenti, per dare vita al panel Youth4Climate: Driving Ambition, che simula i lavori di una conferenza internazionale, raccoglie spunti innovativi e rimette la cultura al centro con un palinsesto ricco di eventi culturali di accompagnamento, ovviamente a impatto zero, come il concerto dei Rockin1000.

La transizione ecologica non è più una scelta bensì una necessità: come ha osservato il Premier Draghi, intervenuto in apertura dell’evento Pre-Cop 26, “la crisi climatica, la crisi sanitaria e quella alimentare sono strettamente correlate. Per affrontare tutte queste crisi, dobbiamo agire più velocemente – molto più velocemente – e con più efficacia”.
La pandemia e i cambiamenti climatici hanno spinto in povertà estrema milioni di persone e non agire al più presto significherebbe pagare un prezzo ancora più alto.
Un importante contributo e al tempo stesso un monito agli Stati arriva dal regolamento NGEU (Next Generation EU), il fondo europeo da 750 miliardi proposto dalla Commissione Europea in risposta alla crisi innescata dalla pandemia, che prevede che almeno il 37% del budget dei piani nazionali sia destinato agli obiettivi climatici fissati dallo European Green Deal.
Diverse sono le voci dedicate alla neutralità climatica dal PNRR approvato dal Parlamento lo scorso aprile e articolato in 6 missioni: digitalizzazione, transizione ecologica, infrastrutture, istruzione e ricerca, inclusione e salute.
La missione 2, cui sono destinati quasi 70 dei 235 miliardi totali di cui beneficerà il nostro Paese, è anche nota come “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e consta di 4 componenti:

  • la transizione energica verso fonti di energia rinnovabili e la mobilità sostenibile;
  • l’efficientamento energico e la riqualificazione degli edifici, sia pubblici che privati;
  • il contrasto del dissesto idrogeologico, la tutela della biodiversità e la gestione delle risorse idriche;
  • l’agricoltura sostenibile e la gestione dei rifiuti a sostegno di un’economica circolare.

Gli interventi vanno dal già noto Superbonus al 110% allo sviluppo del biometano, dal rafforzamento del trasporto pubblico allo sviluppo di tecnologie abilitanti per la rivoluzione verde: probabilmente non tutto quello che ci si aspettava per la svolta green di cui abbiamo bisogno, ma di sicuro un primo passo importante verso la transizione ecologica.

Potrebbe interessarti

Share This