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Cambiamento climatico, un aiuto viene oggi dalla tecnologia

10 Ago 2021 | Social Innovation

Lo scorso lunedì è stato pubblicato il rapporto del Gruppo Intergovernativo delle Nazioni Unite (IPCC) sul clima. Ci aspettavamo dati drammatici, ma gli scienziati non hanno esitato a definire irreversibile la situazione del nostro pianeta. Tra rabbia e sgomento, non possiamo che renderci conto dei segni tangibili dell’impatto dell’inquinamento sul clima. Secondo uno studio della Michigan State University, le moderne tecnologie potrebbero fornire un valido contributo al contrasto del cambiamento climatico.

Partiamo con ordine.

Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, ha quantificato per primo con precisione le caratteristiche del suolo e del paesaggio, ma soprattutto le variazioni di resa temporale e spaziale in risposta alla variabilità climatica. E c’è di più: ha dimostrato come i big data possano essere utili per identificare il rendimento instabile delle aree di terreno all’interno dei singoli campi. Un esempio? Tra il 2007 e il 2016 nei soli USA la variazione del rendimento di terreni instabili a causa della variabilità climatica ha causato un impatto economico negativo pari a 536 milioni di dollari. Rapportando i dati su scala mondiale, ci si rende conto di quanto il problema sia radicato e dell’impatto che potrebbe avere dal punto di vista economico e sociale.

Per questo motivo, i dati ottenuti da satelliti, aerei di ricerca, sensori remoti e agricoltori in loco tramite suite di sensori geospaziali, fanno sì che competenze digitali e big data si incontrino e portino a risultati stupefacenti. In questo caso, Bruno Basso – docente di scienze della terra e dell’ambiente della Fondazione MSU – e il collega di ricerca post PhD Rafael Martinez-Feria, hanno scoperto che l’interazione tra meteo, suolo e topografia ha un impatto significativo sulla risposta dei campi coltivati alle condizioni meteorologiche estreme, soprattutto per quanto concerne la disponibilità d’acqua, talvolta eccessiva e talaltra insufficiente.

“Stiamo aiutando gli agricoltori a vedere i loro campi in un modo nuovo, aiutandoli a prendere decisioni migliori per migliorare la resa, ridurre i costi e migliorare l’impatto ambientale”, ha precisato Basso, facendo poi un esempio concreto. “Sapendo che i tuoi campi sono in un’area in cui c’è carenza d’acqua, pianificherai le applicazioni di fertilizzante in modo diverso. La quantità di fertilizzante per questa area dovrebbe essere significativamente inferiore a quella che applicheresti in aree dello stesso campo con più acqua disponibile per le piante”.

Le nuove tecnologie, inoltre, possono contribuire a creare nuovi posti di lavoro in ottica green. Pensiamo alla programmazione e all’IA, alla blockchain come strumento utile per la vigilanza sul rispetto delle regole dello smaltimento dei rifiuti o la tutela dei roghi, ma anche al design e al digital marketing per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Gli obiettivi dell’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile non possono più essere ignorati e ognuno di noi può, anzi deve, fare la propria parte. Magari con un aiuto smart dalle tecnologie a nostra disposizione.

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