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Le startup nella fase 2

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18 Ago 2020 | Startup

Secondo dati recenti elaborati in un report trimestrale da Unioncamere, InfoCamere e Mise, le startup iscritte all’apposito registro sono in continua crescita. Rispetto al trimestre precedente, il totale è salito di 290 unità, con una crescita del 3,1%, e cresce del 2% il capitale sociale complessivamente circoscritto.
La regione con la maggiore densità di imprese innovative è il Trentino-Alto Adige, in cui il 5,4% delle nuove imprese è appunto una startup, mentre la Lombardia è la sede di oltre un quarto di tutte le società iscritte nel Registro.
In quali settori operano queste imprese? Il 73,3% delle startup opera nel campo dei servizi B2B, soprattutto nella produzione di software e nella consulenza informatica, che insieme costituiscono il 35,6% delle nuove aziende.
Il valore medio della produzione relativo all’esercizio 2018 è di poco inferiore a 163mila euro e riflette la natura delle imprese (molto spesso microimprese) e il volume d’affari complessivo, pari a poco più di 1miliardo di euro e in discesa di 74milioni rispetto al trimestre precedente.

Startup e DL Rilancio

La conversione in legge del DL Rilancio ha ufficializzato le misure a sostegno delle startup in questo difficile momento e sono molti gli strumenti a disposizione delle aziende, anche di piccole dimensioni.
Un esempio ci viene dato da Smart&Start di Invitalia, dotato ora di ulteriori 100 milioni di euro per il 2020 per la concessione di finanziamenti agevolati. Alle startup sono inoltre stati estesi gli incentivi per la forniturà di attività di R&D, sinora riservati solo a centri di ricerca e università, ed è stata rifinanziata la quota riservata alle imprese innovative nel Fondo Garanzia PMI per 200 milioni di euro.

L’iter parlamentare, tuttavia, ha peggiorato alcuni parametri del DL: il massimale per l’acquisto di servizi è stato fissato al 5% del plafond e il limite dell’intervento pubblico è ora fissato a quattro volte l’importo complessivo raccolto dalla PMI innovatica/startup sul mercato privo di capitale; è stato inoltre revisionato il limite di investimento che gode della detrazione al 50% da 100mila a 300mila euro. Il DL non colma il gap nei confronti degli interventi pubblici per startup stanziati dalla maggior parte dei Paesi, ma è un segnale positivo che, in termini di risorse finanziarie, va nella giusta direzione.

La speranza degli operatori è ora tutta negli stanziamenti del recovery fund europeo, con un programma di investimenti necessario a sostenere la ripartenza di settori come sanità, scuola, turismo, industria manifatturiera, industria agroalimentare e innovazione. Siamo di fronte all’occasione del secolo per ricostruire il Paese, sapremo davvero coglierla?

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