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Fairbnb, la piattaforma per il turismo sostenibile gestito dalla comunità

27 Mar 2020 | Turismo

Immaginiamo un luogo in cui viaggiatori, host e comunità sono al centro e il turismo diventa un’esperienza capace di coniugare sostenibilità e autenticità. Ecco Fairbnb, il più grande progetto al mondo di economia circolare nel settore turistico. È un’iniziativa Made In Italy, che guarda all’Europa grazie ad attori provenienti da diversi Paesi con lo scopo di creare una via alternativa e sostenibile alle piattaforme esistenti.

Il punto di partenza è una soluzione equa e smart per il turismo gestito da comunità di residenti, un portale per il book dedicato ad affitti brevi ma intenzionato a raggiungere anche il resto del mercato dell’ospitalità turistica, dai camping agli hotel. Fairbnb è un sistema di homesharing che mette al centro la comunità ospitante, privilegiando le persone (non il profitto) e offrendo la possibilità di fruire di esperienze di viaggio autentiche.

Come spiega Emanuele Dal Carlo, giovane veneziano che si occupa della comunicazione di Fairbnb, «la vera novità è che nel suo Dna c’è un ragionamento molto approfondito sulla sostenibilità del turismo. Noi fondatori arriviamo tutti da città pesantemente colpite dal lato oscuro della massificazione turistica». Al suo fianco in questo progetto vi sono due architetti spagnoli, uno franco-italiano e uno svizzero, una ragazza lituana con esperienze nel settore software e uno startupper italiano.
L’idea di Fairbnb nasce nel 2016 quando Emanuele inizia a lavorarci nel think tank Reset Venezia, ma per il progetto finale si è avvalso della collaborazione di gruppi di lavoro sparsi per l’Europa.
Fairbnb vede il turismo come viaggio, strumento di scoperta e democratizzazione delle informazioni e fa in modo che, a differenza di altre piattaforme, sia ciascuna città a poter definire i criteri di sostenibilità degli host secondo le sensibilità specifiche di ogni luogo. Per farlo, si avvale del supporto di gruppi di cittadini e attivisti già presenti sul territorio (detti nodi), avviando un percorso di conoscenza e scambio di informazioni circa le leggi locali inerenti la residenzialità, arrivando poi a definire i criteri di sostenibilità. Fairbnb risponde perciò a esigenze esplicite, rifuggendo l’imposizione di criteri dall’alto.
La versione pilota del progetto è partita da Venezia, Bologna, Genova, Amsterdam, Barcellona e Valencia. In particolare, le ultime tre città – insieme ad altre sette città europee – si sono rivolte all’UE con una lettera aperta in cui richiedono con urgenza che sia messo in calendario il dibattito sulla crescita esponenziale degli appartamenti in affitto sulla piattaforma, che ha fatto schizzare alle stelle il costo degli appartamenti nei quartieri storici, svuotandoli.

La richiesta è semplice: fare in modo che piattaforme come Booking, Airbnb e le altre condividano le informazioni sugli affitti, assicurando il rispetto delle normative locali attraverso forti obblighi legali.
Ciò che Fairbnb è la trasparenza: collabora infatti con le amministrazioni pubbliche garantendo alloggi legali, in regola con tasse e permessi, promuovendo un turismo sostenibile. Condivide inoltre i propri dati con i Comuni, consentendo l’analisi del reale impatto del turismo e salvaguardando privacy e sicurezza dei clienti.
Senza dimenticare poi il vantaggio della circolarità: il 50% della fee di prenotazione viene donato a progetti di comunità scelti da chi vive in quella città che vanno da programmi di restauro a luoghi di aggregazione sociale, proteggendo la residenzialità e mitigando gli effetti negativi del turismo. I progetti sono segnalati dai nodi e ogni host può decidere a quale progetto collegarsi.
Fairbnb si definisce democratico perché sono i residenti a stabilire come operare nella propria comunità e porta avanti un vero esempio di home sharing incentrato sulla regola aurea 1 casa = 1 host, cioè ogni host può avere sul mercato degli affitti solo una seconda casa. L’obiettivo è infatti quello di identificare una categoria di locatori sostenibile con il mercato immobiliare dei residenti.
Chi fa il prezzo? L’host in maniera autonoma, che non ha obblighi di esclusività ma deve rispettare i criteri di legalità e sostenibilità. Alla richiesta del proprietario Fairbnb, in maniera trasparente, applica un 15% a carico del viaggiatore: la metà è la parte destinata ai progetti di comunità.

Fairbnb è l’alternativa non estrattiva di cui avevamo bisogno e, ne siamo certi, di cui sentiremo parlare a lungo.

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