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Turismo nel 2021, tra prudenza e prossimità

28 Dic 2020 | Turismo

Nel 2020 il comparto turistico ha registrato una perdita di circa 53 miliardi rispetto al 2019 e il 2021 si prospetta un anno difficile, ma quali sono gli scenari e come stanno cambiando le scelte dei viaggiatori?

Secondo l’analisi di Isnart-Unioncamere, per il primo trimestre si stima una perdita di 7,9 mld di fatturato rispetto al 2019 con una riduzione del 60% dei flussi nazionali e dell’85% di quelli internazionali a causa delle forti restrizioni agli spostamenti imposti dal Covid-19.
Già tra luglio e ottobre 2020 un quinto dei consumatori ha dichiarato di rinunciare ai viaggi internazionali, tra timori e volontà di ridurre l’impatto ambientale, e la scorsa estate circa l’81% dei turisti italiani ha scelto la meta delle proprie vacanze in base ai criteri di sicurezza assicurati. Queste scelte perdureranno nel tempo e condizioneranno le destinazioni anche nel 2021: decisiva sarà infatti la componente “health & safety”, con destinazioni vicine a casa o raggiungibili con poche ore di automobile e soggiorni nella natura, in luoghi poco conosciuti o meno frequentati. Solo una minoranza di viaggiatori, circa il 30%, dichiara di essere intenzionato a prendere un aereo e solo il 5% pensa di scegliere rotte intercontinentali.
Lo stato di incertezza, tuttavia, non frena gli scenari italiani, stimati in crescita, seppur con numeri in lenta evoluzione. La cosiddetta “esperienza Italia” sarà la prima a godere della ripresa, tra turismo interno e incoming straniero. Questi mesi di stop obbligato possono, anzi devono, diventare occasione di riflessione sull’intero comparto e di investimenti in termini di aggiornamento dell’offerta, ristrutturazione e digitalizzazione. Con la cancellazione delle fiere, i siti di e-commerce b2b rappresentano un’ottima soluzione per gli addetti al settore, che qui possono incontrarsi e dar vita a esperienze nei luoghi simbolo del made in Italy senza lasciare la propria scrivania. Ma non finisce qui: il rilancio non potrà che passare dall’evoluzione green, dai giovani e dalla riscoperta dei borghi, che incarnano i valori dell’economia circolare e della sostenibilità e rispondono alle esigenze di viaggiatori attenti all’ambiente e alle culture locali.

Le scelte dovranno, perciò, essere strategiche, precise e condivise, orientate su 4 direttrici individuate dal ministro per i beni e le attività culturali e il turismo Dario Franceschini: « La prima è la riqualificazione delle strutture ricettive e dell’offerta alberghiera, poi le infrastrutture, una valorizzazione dell’Italia minore (per modo di dire, se una delle nostre bellezze minori fosse in altro Paese sarebbe un attrattore turistico eccezionale) e la promozione, che deve puntare sull’accoglienza e la sicurezza».

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